Sapere quanto dura un materasso e quali sono i segnali d’usura che indicano che è arrivato il momento di sostituirlo è essenziale se si vuole riposare bene ed evitare di svegliarsi con fastidiosi dolori alle articolazioni.

Chi soffre di problemi circolatori, fastidi alla schiena e dolori alle articolazioni dovrebbe inoltre sostituire il materasso in anticipo rispetto alla media per assicurarsi che il supporto garantisca buone prestazioni per tutto il periodo di utilizzo, in modo da non peggiorare le condizioni di salute.
Questo articolo si propone di illustrare quando e perché cambiare il materasso, fornendo anche utili suggerimenti per farlo durare più a lungo.

 

Quanto dura un materasso

Quanto dura un materasso?

La durata media stimata per un materasso è decisamente condizionata, più che dal prezzo, dalla tecnologia del supporto, dal tipo di materiali di cui è fatto e dal ciclo di vita degli stessi, ovvero dopo quanto tempo, per via dell’usura, tendono a deteriorarsi.

Vi sono poi molti altri fattori che determinano quanto dura un materasso: il peso del corpo dell’utente, la frequenza di utilizzo, la quantità di sudore prodotta, la regolarità nella manutenzione, la base su cui poggia, ecc.

Certamente le nuove tecnologie impiegate al giorno d’oggi per realizzare i materassi permettono di commercializzare dei prodotti sempre più resistenti all’usura e che mantengono ottime condizioni igieniche per molto tempo. Però, proprio come un’automobile sfruttata per 8 ore al giorno, nonostante una corretta manutenzione, prima o poi esaurirebbe le sue potenzialità e andrebbe sostituita, lo stesso succede con il materasso.
Possiamo stimare che, attualmente, un buon materasso, tenuto bene, dovrebbe essere in grado di garantire buone prestazioni per almeno 8-10 anni.

Quando cambiare il materasso

Manutenzione e sostituzione del materasso

Una volta stabilito quanto dura un materasso, occorre capire quando conviene cambiarlo. Non è mai consigliabile aspettare di sostituire il materasso quando il mal di schiena o i dolori articolari sono già comparsi. Per capire quando cambiare il materasso è importante essere in grado di intuire i primi segnali di logoramento. Se il supporto presenta evidenti deformazioni, avvallamenti o gibbosità anomale, è macchiato oppure ha la fodera piena di scuciture, significa che è arrivato il momento di sostituirlo.

Come principio generale, possiamo affermare che il momento più opportuno per sostituire il materasso è quando il sonno comincia a essere disturbato. In sostanza, se abbiamo continui risvegli nel corso della notte, continuiamo a rigirarci nel letto in cerca di una posizione comoda e ci svegliamo con le articolazioni doloranti e con la sensazione di essere più stanchi di quando siamo andati a dormire, è molto probabile che sia colpa del materasso.

Per quanto riguarda quando cambiare il materasso in lattice, occorre ricordare che le operazioni di manutenzione, come il cambio di lato e la rotazione testa-piedi, ovvero di 180°, in questo caso devono essere effettuate in modo particolarmente rigoroso se si vuole garantire al supporto una lunga durata. In termini di longevità, infatti, questi materassi sono più affidabili di quelli a molle o ad acqua, ma sono anche più sensibili.

Come aumentare la longevità del materasso

Manovre e accorgimenti per prolungare la durata strutturale del materasso

La prima regola per prolungare la durata del ciclo vitale del materasso consiste nel girarlo testa-piedi ed effettuare il cambio di lato con una certa frequenza per ritardarne l’usura e permettere che questa avvenga in modo uniforme. Per spostare il materasso, è opportuno aiutarsi con le apposite maniglie.

Anche l’aerazione del supporto è molto importante. Infatti, durante la notte, vengono trasferiti su di esso frammenti di pelle, sudore e polvere che, con il passare del tempo, possono provocare allergie. Per questo si consiglia di arieggiare la stanza quotidianamente prima di rifare il letto e, se il materasso è sfoderabile, aprire la cerniera almeno una volta a settimana.

Chi ha dei bambini, dovrebbe impedire di farli saltare sul materasso perché ciò potrebbe comportare dei cedimenti della struttura interna, compromettendo seriamente la qualità del riposo.

Un altro fattore da non sottovalutare è la qualità della base su cui poggia il materasso, che deve essere sempre compatibile con il supporto per garantire un ottimale bilanciamento dei carichi, senza dimenticare che anche le reti con il tempo si usurano e vanno pertanto sostituite.

Le condizioni igieniche che influenzano la durata del materasso

Oltre agli elementi strutturali che influenzano quanto dura un materasso, non bisogna sottovalutare le condizioni igieniche. Per mantenere il materasso pulito è essenziale proteggere adeguatamente sia il supporto che la rete con un coprimaterasso e un coprirete e lavare spesso la fodera in lavatrice. Se il supporto non è sfoderabile, si raccomanda di utilizzare il sapone e uno straccio umido, facendo però attenzione a sfregare con delicatezza per non rischiare di bagnare il materasso.
Per la pulizia del sistema letto si sconsiglia l’utilizzo dell’aspirapolvere in quanto potrebbe danneggiare i tessuti del rivestimento e dell’imbottitura.

Perché cambiare il materasso

Ora che sappiamo quanto dura un materasso e come conservarlo più a lungo, cerchiamo di capire meglio perché è importante cambiarlo una volta terminato il suo ciclo vitale.

Oltre ai dolori articolari e muscolari che hanno ripercussioni negative sulla vita quotidiana, alcune ricerche hanno dimostrato che, nel giro di 10 anni, in un materasso possono agglomerarsi fino a 2 milioni di acari e delle loro deiezioni che, pur essendo non visibili ad occhio nudo, sono comunque rischiosi per la salute. Tra acari, batteri, virus, spore, frammenti di pelle, sudore che filtra nell’imbottitura, residui organici e inorganici, in tutto si accumulano oltre 200 grammi di particelle.

Segnali per capire quando sostituire il materasso

Non è facile stabilire lo stato del materasso su cui dormiamo perché, col passare del tempo, tendiamo ad adeguarci al suo deterioramento e non abbiamo l’occasione di paragonarlo con supporti di maggior qualità che ne mettano in risalto i difetti.
Tuttavia, come abbiamo già sottolineato, il fatto di avere un sonno disturbato, con frequenti risvegli, e di alzarsi la mattina con dolori alla schiena, alla cervicale o agli arti con l’impressione di non aver riposato affatto, sono segnali da non sottovalutare perché potrebbero condurre a condizioni patologiche più serie in futuro, oltre ad avvisarci che è arrivato il momento di cambiare il sistema letto.

Non procrastinare la sostituzione del materasso

La decisione di sostituire il materasso viene spesso procrastinata ma, una volta acquistato un nuovo supporto, dopo aver dormito per tanto tempo su uno soggetto ad usura, si rimpiange di non averlo fatto prima. Un buon riposo è essenziale per la nostra salute ed è quindi importante non trascurare di chiedersi quanto dura un materasso e quando conviene cambiarlo affinché possa garantire comfort e un ottimale sostegno per tutto il suo ciclo vitale.